Thursday, December 04, 2008
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PARROCCHIE E CAPPELLE
CASTELLO

Castello

Notizie di questa presenza fortificata si hanno già a partire dal X secolo, quando nel 967, in un documento relativo ad una donazione a favore della chiesa di Savona, si fa menzione di un appostamento difensivo sul luogo. Non era, pare, che una piccola casaforte a presidio e difesa della zona e la sua importanza derivava dalla posizione a cavallo delle maggiori vie di comunicazione che collegavano l’entroterra piemontese con Savona(passando per Saliceto e Monesiglio e avente come terminale piemontese quella terminante a Cortemilia e quella per Montezemolo approdante a Ceva). Proprio ai marchesi di Ceva appartenne per lungo tempo l’edificio, finché nel 1268 non pervenne ai Del Carretto, i quali provvidero a potenziare l’antica casaforte.Più che un potenziamento si trattò di un vero e proprio rifacimento, imperniato sulla torre quadrata, ancora oggi visibile, che funzionava da mastio e da centro di tutto il sistema difensivo.  Il complesso passò quindi a vari proprietari per tornare poi ai suoi primitivi possessori, nel 1458, quali si occuparono di trasformarlo in un castello vero e proprio.Successivamente passò ai Saluzzo, al marchese del Monferrato e infine al conte Boarelli Incisa che provvide a ripararlo dai danni subiti durante i combattimenti tra le truppe francesi e quelle imperialiNel 1887 un forte terremoto lesionò gravemente il castello e il marchese Incisa lo cedette al municipio. La costruzione fu demolita nel 1930 e venne salvata solo la torre.Questa venne ristrutturata negli anni ’80. Ancora oggi rappresenta il simbolo del paese e dalla sua sommità (30 m circa) è possibile godere di una splendida panoramica della Valle Bormida e dell’antico borgo di Villa  

 

 

 

 

 

 

CHIESA DELLA S.S.ANNUNZIATA
Chiesa Madonna di Langa

Questa bellissima chiesa in stile barocco sorge nel borgo di "Villa"; venne progettata nel 1722 dall’architetto monregalese Francesco Gallo e portata a termine nel 1772 dall’architetto A. Scala. La facciata, ben proporzionata, è in mattoni e si accede alla sacrestia da un porticato laterale particolarmente suggestivo. Il centro della volta raggiunge i 20 m di altezza, il corpo centrale è composto da un’unica navata interamente i pietra lunga 55 m e affiancata da piccole cappelle laterali, le quali contengono grandi quadri realizzati a olio dal pittore monregalese Vinai. Le volte sono state inchiavardate con sbarre di ferro a causa delle crepe provocate dal terremoto del 1889. La decorazione delle volte è realizzata con finissimi colori e di particolare interesse è l’affresco del pittore di Mondovì chiamato "Il Tiziano Monregalese" rappresentante l’incoronazione della Madonna Assunta in cielo con il Padre, Gesù con la croce e gli angeli ed, ai lati, i quattro Evangelisti.All’interno l’oggetto più prezioso è l’altare maggiore di finissimo marmo policromo a mosaico risalente al 1711, primo altare della diocesi di Monovì. Sempre all’interno si possono notare la statua lignea di San Giuseppe dello scultore Roasio, i quadri rappresentanti la Via Crucis del pittore torinese Morgari e i lampadari in cristallo di Murano. Affissa al muro si trova una lapide dedicata al marchese Luigi Incisa, sepolto sotto il pavimento nel 1813.

CHIESA PARROCCHIALE DI S.ANTONIO
Chiesa Parrocchiale di S.Antonio

La parrocchia di S. Antonio fu iniziata il 29 dicembre 1780; in quei tempi tutta la valle Bormida faceva parte della Diocesi di Alba e la chiesa funzionante era quella attuale sulla statale di Gottasecca. Ben presto la chiesa risultò insufficiente per la popolazione e già fin dall'anno 1797 abbiamo una richiesta vescovile alla Reale Segreteria di Stato.Pio Vitale si riservò il diritto di benedirla e consacrarla, concedendo ai fedeli che avessero prestato la loro opera nella costruzione, quaranta giorni di vera indulgenza. In questi anni, però, le nostre valli hanno vissuto l'epoca più cruenta e tragica della loro storia, infatti, Francesi, Austriaci e più ancora rivoluzioni interne, con monarchici, giacobini e repubblicani, impedirono ogni iniziativa. Appena tramontata la stella di Napoleone Buonaparte e ritornata la calma in Piemonte con il reame dei Savoia, già nel 1818 abbiamo una nuova domanda di costruzione fatta da Don Luigi Musso e dai vari Consiglieri Comunali, inoltrata al Vescovo di Mondovì, poiché questa vallata era passata sotto tale diocesi e vi risiedeva lo stesso Monsignor Vitale trasferitosi da Alba. Per nove anni non fu iniziata l'opera per le ancora tristi vicissitudini dei tempi, ma nel 1827 l'allora Mons. Gaetano Buglione succeduto a Mons. Vitale, ne rinnovava la concessione con la medesima indulgenza a tutti quelli che avessero prestata la loro opera a detta costruzione. Si incominciò a radunare il materiale e tutti i parrocchiani e i fedeli, seguendo l'esempio di Don Nicolao, scendevano nel ritano e depositavano nei pressi della costruzione la pietra più grande che riuscivano a portare. Si arrivò così al termine nel 1833, come manifestato da uno scritto sopra il cornicione dal lato del Vangelo. Vennero donate alla Chiesa l'altare, la balaustra e il pulpito, tutti in marmo, una sacrestia e un battistero di nuova costruzione. I pavimenti furono rifatti diverse volte fino ad arrivare al 1964, quando, seguendo le indicazioni della Commissione Diocesana dell'Arte, si decise di rifare le decorazioni affidando il compito a pittori di Mondovì.

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